GEOLOGIA · PATRIMONIO MONDIALE UNESCO
L’antico carsismo dietro le grotte di Phong Nha-Ke Bang
Phong Nha-Ke Bang si trova all'interno di uno dei paesaggi carsici più antichi dell'Asia: un calcare dissolto nel corso di milioni di anni in un sistema patrimonio dell'UNESCO, ancora in fase di mappatura.
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Ogni grotta di Phong Nha-Ke Bang nasce dalla stessa lenta chimica: l'acqua piovana assorbe anidride carbonica cadendo, filtra nel suolo diventando leggermente acida, poi si insinua nelle fessure della roccia calcarea e la dissolve, granello dopo granello, in un arco di tempo immenso. Ripetuto per milioni di anni, quel processo scava i cunicoli, le sale e i fiumi sotterranei che oggi solcano il parco. Il carso calcareo di Quang Binh è descritto dai geologi come tra i più antichi del suo genere in Asia, con formazioni che si sono create ed evolute molto prima che le grotte stesse prendessero forma.
Un paesaggio ancora oggi in continua evoluzione
Le grotte che i visitatori attraversano a piedi o in barca sono solo il risultato visibile di un processo ancora in corso. I fiumi sotterranei continuano a scavare nuovi passaggi e ad ampliare quelli esistenti, le inondazioni monsoniche rimodellano periodicamente gli ingressi fluviali delle grotte come quella di Phong Nha, e l'acqua minerale che stilla continua a costruire stalattiti e stalagmiti all'interno di sale come la Grotta del Paradiso, frazione dopo frazione, nel corso dei secoli. I geologi che studiano il parco descrivono un sistema carsico che ha attraversato diverse fasi distinte di sollevamento ed erosione, lasciando grotte a diversi livelli delle montagne — alcune ancora attive come passaggi fluviali, altre rimaste in secca.
Due siti UNESCO, a vent’anni di distanza
Phong Nha-Ke Bang è stato iscritto per la prima volta nella lista dei Patrimoni dell'Umanità UNESCO nel 2003, riconosciuto per il valore eccezionale della sua geologia carsica e dei suoi sistemi di grotte. Nel 2015 l'UNESCO ha esteso il riconoscimento, citando questa volta la biodiversità e gli ecosistemi forestali del parco accanto alla geologia che gli era valsa il titolo iniziale. Questa doppia designazione riflette ciò che rende il parco unico: non è solo un insieme di grotte spettacolari, ma uno degli ecosistemi forestali calcarei più integri rimasti nel Sud-Est asiatico, dove le grotte e la vita che prospera sopra di esse sono considerate un unico sistema interconnesso degno di protezione.
Centinaia di grotte, e non finiscono qui.
I rilievi, condotti in gran parte dalla British Cave Research Association in collaborazione con scienziati vietnamiti sin dai primi anni ’90, hanno documentato diverse centinaia di grotte all’interno del parco, e nuovi passaggi continuano a essere scoperti quasi ogni anno. La Grotta di Phong Nha, la Grotta del Paradiso, la Grotta Oscura e Son Doong sono solo la manciata di quelle che godono di fama, vuoi per l’accessibilità, vuoi per le dimensioni. Molte delle altre sono senza nome, non illuminate e visitate esclusivamente dai team di rilevamento — un promemoria del fatto che le grotte aperte ai turisti rappresentano un campione selezionato di un sistema ben più vasto, ancora in fase di comprensione.
Una foresta importante quanto le grotte
In superficie, Phong Nha-Ke Bang protegge uno dei più grandi blocchi rimasti di foresta calcarea primaria dell'Indocina, ed è questa foresta — non solo le grotte sottostanti — che l'estensione UNESCO del 2015 ha riconosciuto. Il parco ospita diverse specie di primati che non si trovano in nessun altro luogo, tra cui rari langur, insieme a centinaia di specie di uccelli e migliaia di specie vegetali documentate. Negli ultimi decenni i ricercatori hanno descritto qui nuove specie per la scienza, segno di quanto della biodiversità del parco sia ancora in fase di catalogazione. Le grotte attirano i visitatori, ma la foresta che le sovrasta è probabilmente altrettanto rara.